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We-Vibe: il vibratore che resta addosso durante il rapporto

We-Vibe è canadese e ha inventato una cosa sola, ma l'ha inventata davvero: il vibratore che si tiene addosso mentre si fa l'amore, un braccio dentro rivolto al punto G e uno appoggiato sul clitoride, così la vibrazione arriva a tutti e due senza che nessuno debba reggere niente con la mano. Da quella forma a C è nato il resto del catalogo: ovetti da indossare, anelli fallici, massaggiatori da appoggio, stimolazione ad aria.

Oggi il marchio sta nel gruppo Lovehoney insieme a Womanizer e Arcwave. La parte che resta sua è l'elettronica: l'app si chiama We-Connect, aggiunge modalità che nei tasti non ci stanno, permette di crearne di proprie e di passare il comando a un'altra persona anche lontana. Su molti modelli, però, nella scatola c'è anche un telecomando, e quando siete nella stessa stanza è quasi sempre quello che finite per usare.

Le schede dei singoli prodotti raccontano ogni modello nel dettaglio. Qui sotto c'è quello che di solito spieghiamo al banco quando due persone si fermano a chiedere quale prendere.

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21 prodotti
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Quale modello di coppia prendere

Il principio è sempre lo stesso: un braccio in vagina verso il punto G, uno appoggiato sul clitoride e la coppia che si muove libera. A cambiare sono i motori, il tipo di comando e quanto il giocattolo si adatta al corpo di chi lo porta.

Il Chorus è quello che consigliamo a chi ne compra uno e non vuole pensarci più: due motori e un telecomando che si stringe in mano, più lo premi più sale l'intensità. Il Chorus Pro aggiunge un terzo motore sulla parte esterna e le modalità Fusion Wave, in cui i due motori clitoridei lavorano sfasati e la sensazione si sposta invece di restare ferma. Il Sync2 ha due snodi regolabili ed è la risposta per chi con un modello a C non ha mai trovato la posizione che tiene. Il Sync O ha il braccio interno a forma di anello ovale piatto, che si comprime ed entra più facilmente.

Poi ci sono i leggeri e i casi a parte. Il Sync Lite e il Sync Go sono i più sottili della serie e si comandano soltanto dal telefono; il Go ha 7,7 cm di parte inseribile, quindi va sistemato con cura prima di cominciare. Il Match fa l'opposto: niente app, solo telecomando, con una portata dichiarata di tre metri, quindi lavora in camera e non oltre. Lo Shared Touch non si indossa: si tiene in mano, il pene passa fra le due ali in silicone e la parte curva appoggia su vulva e clitoride, e non dovendo entrare da nessuna parte va bene fra due persone qualsiasi.

Telecomando o app: cosa cambia davvero

Il telecomando serve quando siete vicini: parte subito, non chiede di sbloccare lo schermo e non dipende dalla linea. L'app We-Connect serve per due cose che il telecomando non sa fare, cioè costruire modalità personali e mettere il comando nelle mani di qualcuno che non è in casa.

Per il gioco a distanza l'app va installata su tutti e due i telefoni e la linea deve reggere da entrambe le parti: il ritardo, quando c'è, viene da lì e non dal giocattolo. Sul Chorus e sul Chorus Pro il telecomando fa anche da ripetitore verso il telefono, quindi il collegamento tiene meglio se lo smartphone resta lontano.

I modelli per lei che si somigliano, e in cosa no

Sul clitoride ci sono tre strade. Il Melt 2 non vibra: manda impulsi d'aria dentro una bocchetta che fa cerchio intorno al clitoride senza schiacciarlo, ed è la scelta di chi con il contatto diretto si intorpidisce dopo pochi minuti. Il Tango X è un bullet con la punta concentrata, per lavorare preciso e di lato. Il Touch X monta la stessa elettronica in un corpo a goccia: di piatto dà una sensazione larga, girato sul bordo torna preciso, e fra i corpi resta fermo meglio di un bullet.

Fra gli ovetti, il Jive 2 tiene il contatto anche sul clitoride e arriva con il telecomando; il Jive Lite lavora solo sulla zona G e si comanda dal pulsante o dal telefono. Sul punto G il Nova 2 è un rabbit con l'asta pieghevole che mantiene la forma che le dai e il braccio clitorideo regolabile a parte, mentre il Rave 2 ha il corpo ruotato su se stesso e due motori, uno in punta e uno al centro: niente braccio esterno, tutta la pressione all'interno.

Restano i tre che non assomigliano a nessuno. Il Moxie+ si porta nelle mutandine con una clip magnetica, il magnete fuori e il corpo dentro, ed è fatto per uscire di casa. Il Temp scalda fino a 38 gradi e raffredda fino a 20, e rende di più alternando le due temperature. Il Wand 2 ha la testa snodata e la vibrazione più profonda del gruppo: sul clitoride conviene usarlo attraverso le mutandine o un panno sottile, mentre su spalle e schiena lavora come un massaggiatore vero.

Per lui: i due anelli e il prostatico

Il Pivot 2 e il Verge 2 si indossano tutti e due alla base del pene, ma puntano a zone diverse. Il Pivot 2 ha il motore che sporge da un lato: girato verso l'alto tocca il clitoride della partner a ogni spinta, girato verso il basso spinge su testicoli e perineo. Il Verge 2 monta invece una placca piatta disegnata per restare appoggiata al perineo, cioè al tratto fra scroto e ano. Su tutti e due vale la stessa cautela: non si tengono oltre i venti o trenta minuti di fila e si sfilano subito se la zona si intorpidisce.

Il Vector+ è un'altra cosa: massaggiatore prostatico con due motori, uno sulla prostata e uno appoggiato al perineo, corpo pieghevole che mantiene la posizione e base larga che resta fuori e impedisce di andare oltre. Ha il telecomando in confezione e risponde anche all'app. Per l'inserimento anale si va piano, con la punta rivolta verso l'ombelico e senza risparmiare sul lubrificante.

Lubrificante e pulizia

Sono tutti in silicone, e sul silicone va solo il lubrificante a base d'acqua: quello al silicone attacca la superficie e la rovina, gli oli pure. Sulla quantità vale un'inversione che conviene sapere: dentro, e a maggior ragione per la prostata, il lubrificante non basta mai. Fuori, sul braccio appoggiato al clitoride, ne va poco: quando durante il rapporto la parte esterna scivola via, nove volte su dieci è perché ce n'è troppo.

Dopo l'uso: acqua tiepida con sapone neutro, oppure un detergente per giocattoli, insistendo dentro le scanalature dove ci sono. Se passa da una persona all'altra, o dall'ano a qualsiasi altro punto, il lavaggio non è facoltativo. Sul Wand 2 si lava la testa in silicone e non l'impugnatura. Sul Sync Lite l'impermeabilità non è dichiarata, quindi lì si usa un panno umido e non si immerge; gli altri reggono l'acqua corrente.

Ricarica, trasporto e come si tengono

Si ricaricano tutti via USB. Chorus e Chorus Pro hanno una custodia che ricarica, il Match ha la sua base: sono i modelli su cui si perdono meno cavi. Asciuga sempre i contatti prima di appoggiare il giocattolo sul caricatore, perché l'acqua rimasta lì dentro è il motivo più comune per cui un toy impermeabile smette di caricarsi.

Per il trasporto, Jive Lite, Rave 2 e Touch X hanno il blocco tasti: se non lo attivi si accendono da soli in borsa e li ritrovi scarichi. Si conservano asciutti e separati dagli altri oggetti in silicone, che tenuti a contatto per mesi si segnano a vicenda.

Domande frequenti su We-Vibe

Qual è il vibratore di coppia giusto se è il primo?

Nella maggior parte dei casi il Chorus: due motori, un telecomando che si stringe in mano invece dei soliti tasti e i sensori Touch Sense che alzano e abbassano la vibrazione seguendo i vostri movimenti. Se il dubbio è la tenuta, come capita a chi ha già provato un modello a C e lo ha sentito scivolare, conviene il Sync2, che ha due snodi da regolare sulla propria anatomia. Se invece lo smartphone vi dà fastidio, il Match si comanda solo col telecomando.

Che differenza c'è fra Chorus e Chorus Pro?

Il numero di motori e quello che ci fanno. Il Chorus ne ha due, uno per braccio. Il Chorus Pro ne ha tre, perché sulla parte esterna ce ne sono due, e può farli lavorare sfasati con le modalità Fusion Wave: sul clitoride la sensazione si muove a onda invece di restare ferma. Sul Pro anche il telecomando vibra insieme al giocattolo, così chi lo tiene in mano sente cosa sta ricevendo l'altra persona. Per il resto, forma e materiali sono gli stessi.

Funzionano anche senza telefono?

Quasi tutti, ma non allo stesso modo. Chorus, Chorus Pro, Sync2, Sync O, Jive 2, Moxie+ e Vector+ arrivano con il telecomando nella confezione. Temp, Tango X e Touch X si accendono e si regolano dai pulsanti sul corpo, senza installare nulla. Sync Lite e Sync Go invece dipendono dallo smartphone, perché il telecomando non è compreso: con quei due conviene aprire l'app e collegarli prima di cominciare, non a metà.

Si può dare il comando a chi è lontano?

Sì, ed è la funzione principale dell'app We-Connect. Si installa l'app su tutti e due i telefoni, si concede il controllo all'altra persona e da quel momento è il suo telefono a decidere modalità e intensità, senza vincoli di chilometri. Sui modelli che le prevedono, dentro l'app ci sono anche voce, chat e video. L'unica cosa che serve davvero è una linea stabile da entrambe le parti: il ritardo, quando si sente, viene quasi sempre da lì.

Che lubrificante ci va?

Solo a base d'acqua. Sono giocattoli in silicone, e i lubrificanti al silicone, come gli oli e le creme, attaccano la superficie e la lasciano rovinata. La quantità invece cambia a seconda del punto: per la parte che entra, e soprattutto per l'inserimento anale del Vector+, ne serve parecchio; sul braccio appoggiato al clitoride ne basta una goccia, perché mettendone troppo la parte esterna scivola via proprio quando serve che stia ferma.

Si possono portare in vasca o sotto la doccia?

Quasi tutti sono impermeabili e reggono l'acqua corrente senza problemi. L'eccezione da ricordare è il Sync Lite, per cui l'impermeabilità non è dichiarata: quello si pulisce con un panno umido e non va immerso. Sul Wand 2 si bagna la testa in silicone e non l'impugnatura. In ogni caso, prima di rimettere un giocattolo sul caricatore vanno asciugati i contatti, altrimenti dopo qualche volta la ricarica non parte più.

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