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BDSM: significato, glossario e perché non è violenza
"Ma il BDSM è quella cosa delle Cinquanta sfumature?" Al banco ce lo chiedono da anni, a voce bassa. La risposta breve è: non proprio. Il significato di BDSM sta tutto nella sigla, che tiene insieme tre coppie di parole: Bondage e Disciplina, Dominazione e Sottomissione, Sadismo e Masochismo. Sono giochi di costrizione, di potere e di sensazioni intense fra adulti che si sono messi d'accordo prima e che possono fermarsi in qualsiasi momento. È questo accordo, esplicito e sempre revocabile, a separare il BDSM dalla violenza.
Il significato di BDSM, lettera per lettera
- B e D, bondage e disciplina. Legare, immobilizzare, limitare i movimenti (il bondage); darsi delle regole, con piccole "punizioni" concordate quando vengono infrante (la disciplina).
- D e S, dominazione e sottomissione. Uno dei due guida, l'altro si affida. È un gioco di potere più mentale che fisico, e può esistere senza una sola corda. Si scrive spesso D/s, con la maiuscola riservata a chi domina.
- S e M, sadismo e masochismo. Il piacere di dare o di ricevere sensazioni forti, dolore compreso, dentro limiti decisi insieme.
La sigla è recente: la prima attestazione scritta che si conosca è del 1991, in un gruppo di discussione su Usenet. Le parole "sadismo" e "masochismo" sono più vecchie: le introdusse nel linguaggio medico lo psichiatra Richard von Krafft-Ebing alla fine dell'Ottocento, ricavandole dai nomi di due scrittori, il marchese de Sade e Leopold von Sacher-Masoch.
Due cose da sapere subito. La prima: non è un pacchetto unico. C'è chi ama farsi bendare e legare i polsi e non vuole sentir parlare di dolore, chi vive una dinamica di dominazione senza alcun attrezzo, chi gioca soltanto con le sensazioni. La seconda: non è per forza sesso. Molte scene non prevedono alcun rapporto sessuale, e molte coppie usano una benda o un paio di polsiere dentro una vita intima per il resto ordinaria.
Quanto è diffuso e cosa dice la ricerca
Più di quanto si pensi. In un'indagine del 2017 su 1.027 persone, campione rappresentativo della popolazione belga, pubblicata sul Journal of Sexual Medicine, il 46,8% aveva provato almeno una volta un'attività legata al BDSM, il 12,5% lo faceva con regolarità e il 7,6% si definiva praticante. Un'indagine nazionale australiana su oltre 19.000 persone, uscita nel 2008 sulla stessa rivista, ha trovato numeri più bassi (l'1,8% delle persone sessualmente attive nell'ultimo anno) ma un dato interessante: chi praticava BDSM non aveva subito più coercizioni sessuali degli altri e non era più ansioso né più infelice. La conclusione degli autori: un interesse sessuale di minoranza, non il sintomo di un trauma.
Nel 2013 due ricercatori dell'università di Tilburg hanno confrontato 902 praticanti con 434 persone di controllo: i primi risultavano in media meno nevrotici, più aperti alle esperienze nuove, meno sensibili al rifiuto e con un benessere soggettivo più alto. Dal 2013 il DSM-5, il manuale diagnostico degli psichiatri americani, distingue l'interesse sessuale atipico dal disturbo: il disturbo c'è soltanto se la persona ne soffre o se viene coinvolto qualcuno che non acconsente. E l'ICD-11, la classificazione dell'Organizzazione mondiale della sanità in vigore dal gennaio 2022, ha tolto il sadomasochismo consensuale dall'elenco dei disturbi mentali.
Nessuno di questi studi dice che il BDSM vada provato. Dicono che chi lo pratica in modo consensuale non è, per questo, malato né pericoloso.
Perché il BDSM non è violenza
Visti da fuori, certi gesti si somigliano: una persona legata, una sculacciata, un ordine secco. La differenza non sta nel gesto, sta in tutto quello che c'è intorno.
Nel BDSM il consenso ha quattro caratteristiche, e devono esserci tutte.
- È informato. Entrambi sanno cosa si farà, con cosa e con quali rischi. Niente sorprese sulle cose importanti.
- È specifico. Dire sì alle polsiere non è dire sì al frustino. Ogni pratica si concorda.
- È libero. Dato senza pressioni, ricatti affettivi o insistenze, e da lucidi. Un sì strappato per sfinimento non è un sì.
- È revocabile. In qualsiasi momento, senza dover dare spiegazioni, e il gioco si ferma subito. A questo serve la safeword.
| Nel BDSM | Nell'abuso |
|---|---|
| Si decide prima, insieme, cosa si fa e cosa no | Decide uno solo, l'altro subisce |
| Chi riceve può fermare tutto in ogni momento | Chiedere di fermarsi non serve, oppure si paga |
| I limiti si rispettano anche quando costa | I limiti vengono derisi, spostati, ignorati |
| Finita la scena si torna alla pari e ci si prende cura l'uno dell'altro | Non c'è un "fine scena": il controllo continua nella vita di tutti i giorni |
| Dopo ci si sente più vicini | Dopo ci si sente in colpa, confusi, spaventati |
C'è un paradosso che chi comincia nota presto: nella scena, il potere vero ce l'ha chi si sottomette. È la persona che riceve a stabilire i confini, ed è la sua parola a fermare tutto. Chi guida ha una responsabilità, non una licenza.
Anche i giudici italiani ragionano così. Una legge sul BDSM non esiste, ma la Cassazione, con la sentenza n. 11631 del 2021, ha ribadito che queste pratiche fra adulti non sono di per sé illecite, a patto che il consenso sia libero, consapevole, revocabile e che duri per tutto il tempo. Chi continua dopo che l'altra persona ha chiesto di fermarsi commette violenza sessuale, qualunque cosa fosse stata concordata prima. E il consenso non copre tutto: un danno irreversibile alla salute resta un reato anche se "era nei patti". Non siamo avvocati, ma il principio è chiaro e coincide con quello della comunità BDSM: senza un sì che dura, è violenza.
I segnali d'allarme di una relazione che non è BDSM
L'etichetta "BDSM" a volte viene usata per coprire una relazione violenta. "Sono un dominante, sono fatto così" non è una dinamica, è una scusa. Le associazioni che si occupano di violenza nelle relazioni, come l'americana The Network/La Red, che ha una guida dedicata proprio alle comunità kink, indicano segnali precisi. C'è da preoccuparsi se:
- non puoi ritirare il consenso e fermare quello che sta succedendo, o se farlo ha delle conseguenze;
- i tuoi limiti vengono ridicolizzati, o ti senti dire che "chi si sottomette davvero non ha limiti";
- la safeword viene ignorata, scoraggiata o presentata come un fallimento;
- non è chiaro quando la scena comincia e quando finisce, e il controllo si allarga a soldi, telefono, amicizie e lavoro senza che tu l'abbia mai scelto;
- hai paura del partner fuori dal gioco;
- ti viene impedito di informarti, di frequentare altre persone della comunità, di parlarne con qualcuno;
- c'è la minaccia di rivelare ad altri i tuoi gusti;
- i patti sul sesso protetto non vengono rispettati;
- dopo non c'è cura, ma silenzio, colpa o derisione.
Vale in tutte le direzioni: l'abuso può venire da chi domina come da chi si sottomette, da un uomo come da una donna. Se ti riconosci in questo elenco, in Italia il 1522 è il numero antiviolenza e stalking promosso dalla Presidenza del Consiglio: gratuito, attivo 24 ore su 24, raggiungibile anche in chat dal sito e dall'app. Nessuno ti giudicherà per quello che ti piace a letto.
I ruoli, in due righe
- Top e bottom: chi fa e chi riceve, in quella scena.
- Dominante (Dom) e sottomesso o sottomessa (sub): chi guida e chi si affida. Sono ruoli di potere, e non sempre coincidono con i primi due.
- Switch: chi sta bene da entrambe le parti, secondo il momento o il partner.
Nessun ruolo dice qualcosa del carattere, del genere o dell'orientamento di una persona. Al banco lo vediamo da anni: il ruolo che si sceglie nel gioco è spesso l'opposto di quello che si ha nella vita.
Glossario: le parole del BDSM
Le basi
- Kink: ogni gusto erotico fuori dall'ordinario. Il BDSM ne è una parte.
- Fetish: l'attrazione per un oggetto, un materiale o una parte del corpo (pelle, latex, tacchi, piedi).
- Vanilla: il sesso senza elementi BDSM, e chi lo pratica. Non è un insulto.
- Scena o sessione: il tempo delimitato in cui si gioca, con un inizio e una fine chiari.
- Play, cioè "gioco": così la comunità chiama l'attività BDSM.
- Dungeon: la stanza o il locale attrezzato per le scene.
- Munch: ritrovo informale fra appassionati in un bar o in una pizzeria. Ci si va vestiti normalmente e non si gioca: si parla. È il modo più tranquillo per conoscere la comunità.
- Play party: serata in cui più persone fanno scene nello stesso spazio, con le regole della casa.
I ruoli
Top, bottom, Dom, sub e switch li hai appena incontrati. Gli altri:
- Master, Mistress / slave: versione più intensa e continuativa della D/s, in cui chi si sottomette cede il controllo su alcuni aspetti della propria vita. Sempre per scelta, sempre revocabile.
- Sadico / masochista: chi prova piacere nel dare o nel ricevere sensazioni dolorose, dentro un gioco consensuale. Niente a che vedere con la crudeltà.
- Brat: sub che provoca e disobbedisce per gioco, d'accordo con il partner, per farsi "rimettere in riga".
- Service: la sottomissione che si esprime nel rendersi utili, dal preparare un caffè al prendersi cura degli oggetti.
Consenso e sicurezza
- Negoziazione: la conversazione prima della scena. Cosa sì, cosa no, come ci si ferma.
- Limite duro (hard limit): quello che non si fa, mai, e non si discute.
- Limite morbido (soft limit): quello che forse sì, a certe condizioni e con cautela.
- Safeword: parola o gesto concordato che ferma tutto, subito.
- Semaforo: il sistema più usato. Rosso: stop. Giallo: rallenta, qualcosa non va. Verde: tutto bene.
- Check-in: la domanda di controllo di chi guida ("colore?").
- SSC: "sicuro, sano e consensuale", il motto nato nel 1983 in un'associazione gay sadomaso di New York.
- RACK: "kink consensuale e consapevole del rischio", proposto nel 1999 da chi trovava ingannevole la parola "sicuro": nulla è a rischio zero, il rischio si conosce e si gestisce.
- PRICK: variante che mette l'accento sulla responsabilità personale di ciascuno.
- Subspace: lo stato alterato, simile a una trance, in cui può entrare chi riceve. Piacevole, ma toglie lucidità: per questo chi guida deve vigilare il doppio.
- Aftercare: le cure dopo la scena: coperta, acqua, abbracci, parole. Non è un optional.
- Drop (subdrop, top drop): il calo di umore e di energie che può arrivare dopo, anche a giorni di distanza, a chi ha ricevuto come a chi ha guidato.
Le pratiche
- Bondage: legare o immobilizzare, con corde, polsiere, nastri.
- Shibari: il bondage con le corde di tradizione giapponese, dove conta anche l'estetica.
- Impact play: tutto ciò che colpisce, dalla mano (spanking) a paddle, flogger e crop.
- Sensation play: giochi di sensazioni con piume, rotelle, ghiaccio, bende sugli occhi.
- Wax play: la cera di candele apposite, a bassa temperatura di fusione.
- Role play: interpretare personaggi e scenari.
- Pet play: gioco di ruolo in cui uno dei due interpreta un animale domestico.
- Edge play: le pratiche a rischio più alto, fisico o emotivo. Non sono per chi comincia.
- Protocollo: l'insieme di regole e piccoli rituali che una coppia D/s si dà.
- Collare: oltre che un accessorio, il simbolo di un legame D/s, un po' come un anello.
- 24/7 e TPE (total power exchange): dinamiche in cui lo scambio di potere non si limita alla scena ma attraversa la vita quotidiana. Rare, impegnative, e sempre fondate su un consenso che si può ritirare.
Da dove si comincia, in pratica
Da una conversazione, prima che da un acquisto. Poi da oggetti semplici, che si tolgono in un secondo. Nel nostro reparto BDSM e fetish ci sono oltre 350 articoli e circa quattro su dieci costano meno di 30 euro: non serve un investimento per capire se la cosa vi piace.
- Una benda per gli occhi è il primo acquisto più sensato: toglie la vista, non la libertà.
- Un paio di polsiere imbottite con chiusura regolabile, fra i costrittivi per il bondage, si trova da 15-20 euro in su.
- Un kit BDSM se volete assaggiare più cose insieme: ne abbiamo una quindicina, in gran parte fra 30 e 70 euro, con dentro di solito polsiere, benda, un frustino leggero e una corda.
Il come è nella guida al bondage per principianti: tempi, punti del corpo da evitare, cosa fare se qualcosa va storto. Più avanti vengono i frustini e sculacciatori, i collari e guinzagli e le gag, che chiedono un segnale non verbale al posto della parola. Per portare il gioco in una coppia che non l'ha mai fatto, la guida ai sex toys per coppie spiega come proporre una novità senza mettere l'altro all'angolo.
Una cosa che si impara solo vendendo: chi entra per la prima volta chiede quasi sempre le manette di metallo, perché sono quelle dei film. Noi mettiamo sul banco anche le polsiere imbottite, e il più delle volte sono quelle a uscire dal negozio: si regolano, non segnano, si aprono senza chiave.
Gli errori più comuni di chi si avvicina
- Prendere i film come manuale. In Cinquanta sfumature di grigio mancano proprio le cose che fanno il BDSM. Uno studio pubblicato nel 2013 sul Journal of Women's Health ha analizzato il romanzo e ha trovato nella relazione fra i protagonisti gli schemi tipici della violenza di coppia: controllo, intimidazione, isolamento.
- Pensare che fra persone che si amano non serva parlarne. È proprio la confidenza a far saltare la negoziazione, e con lei la safeword.
- Comprare l'attrezzatura prima di aver parlato. Presentarsi con un kit a sorpresa mette l'altro nella posizione di dover dire sì per non deludere.
- Giocare dopo aver bevuto. Chi ha bevuto sente meno il dolore, valuta peggio i rischi e non può dare un consenso davvero libero. Una scena si fa da lucidi.
- Vivere la safeword come una sconfitta. Usarla vuol dire che il sistema funziona. Chi la pronuncia va ringraziato, non interrogato.
- Saltare il dopo. L'aftercare fa parte della scena quanto la benda.
Domande frequenti
Cosa significa BDSM?
È una sigla che riunisce Bondage e Disciplina, Dominazione e Sottomissione, Sadismo e Masochismo: pratiche erotiche basate su costrizione, giochi di potere e sensazioni intense, fra adulti consenzienti che hanno concordato regole e limiti e possono fermarsi in ogni momento.
Il BDSM è una malattia o un disturbo?
No. Dal 2013 il DSM-5 considera disturbo soltanto l'interesse che fa soffrire chi lo vive o che coinvolge persone non consenzienti, e l'ICD-11 dell'Organizzazione mondiale della sanità, in vigore dal 2022, ha tolto il sadomasochismo consensuale dall'elenco. Gli studi sui praticanti non trovano più disagio psicologico che nel resto della popolazione.
Il BDSM è legale in Italia?
Fra adulti consenzienti sì. La Cassazione ha chiarito che il consenso deve essere libero, consapevole, revocabile e presente per tutta la durata: continuare dopo una richiesta di fermarsi è violenza sessuale. Restano reato i danni irreversibili alla salute, anche se concordati.
Bisogna per forza provare dolore?
No. Molte persone praticano soltanto bondage leggero, giochi di ruolo o dinamiche di dominazione senza alcun dolore. Il BDSM è un menù: si sceglie quello che piace e si lascia il resto.
Come capisco se è BDSM o una relazione violenta?
Con tre domande. Posso dire no o fermare tutto senza conseguenze? I miei limiti vengono rispettati? Fuori dalla scena siamo alla pari e non ho paura? Se anche una sola risposta è no, non è BDSM. Il numero antiviolenza 1522 è gratuito e attivo 24 ore su 24.
In breve
Il BDSM è un insieme di giochi di costrizione, potere e sensazioni fra adulti che hanno deciso insieme cosa fare e possono fermarsi quando vogliono. Si parte da una conversazione, da una safeword e da oggetti semplici come una benda o un paio di polsiere imbottite. Se manca la possibilità di dire no, se i limiti vengono derisi o se hai paura del partner, quello non è BDSM: è abuso, e il 1522 risponde a qualsiasi ora.