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Arcwave: l'aria pulsante applicata al frenulo

Arcwave è il marchio maschile del gruppo Lovehoney, quello che comprende anche Womanizer e We-Vibe, e il legame di famiglia si vede subito nel modello che identifica il marchio. La tecnologia ad aria pulsante che Womanizer usa sul clitoride qui è girata verso il frenulo, la piega di pelle sotto il glande: la fa lo Ion 2, l'unico della casa che non vibra.

Intorno a quel pezzo c'è il resto del catalogo, e il criterio per orientarsi è uno solo: chi muove cosa. Nello Zing il motore mette la vibrazione ma il ritmo lo dai tu; nel Thruster e nell'Orbit il manicotto si muove da solo; nel Pow e nel Ghost non c'è nessun motore e lavora soltanto la mano. Fuori da questa griglia restano il Perk, che è un plug prostatico, e il set Double the Fun.

Le schede dei singoli modelli entrano nel dettaglio di ciascuno. Questa pagina serve prima, quando la domanda è ancora quale prendere.

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Ion 2: l'aria al posto della vibrazione

È il modello che identifica Arcwave e l'unico in cui non c'è un motore che scuote. Dentro una camera chiusa una membrana alza e abbassa la pressione a ritmo rapido, e il frenulo viene spinto e richiamato invece che strofinato. Le intensità sono otto, si scorrono dai due pulsanti, e l'autopilota alterna da solo ritmi e potenze.

Due avvertenze prima di prenderlo. L'apertura deve appoggiare in modo da sigillare la camera: se l'aria esce di lato non succede niente, ed è per questo che il lubrificante a base d'acqua ci va abbondante. Lo Smart Silence è invece un sensore di contatto che tiene il motore fermo finché il pene non è in posizione, quindi in casa il rumore parte solo quando deve.

Alla prima prova serve qualche minuto, perché non assomiglia a nessuna vibrazione provata prima. Se cerchi una sensazione diversa il modello è questo; se vuoi la vibrazione classica, parti dallo Zing.

Zing, Thruster e Orbit: tre modi di far lavorare il motore

Lo Zing è il più diretto: un manicotto morbido in silicone CleanTech che vibra da parte a parte, dieci modalità per dieci intensità, tutte dai pulsanti e senza telefono. Il movimento lo fai tu, il motore ci mette la vibrazione. L'anello in silicone incluso si calza all'esterno e, spostandolo, decidi dove il manicotto stringe. Ha la custodia: è l'unico dei tre da viaggio.

Il Thruster lavora al posto tuo. Il manicotto interno scorre su e giù fino a 200 spinte al minuto e insieme ruota fino a 150 giri, con due meccanismi separati che si regolano ciascuno per conto proprio: spinta veloce e rotazione lenta, o il contrario. Otto autopiloti variano da soli, il display a colori dice a che modalità sei, e l'app aggiunge comando dal telefono e sincronizzazione ai video.

L'Orbit la spinta non ce l'ha: ruota e basta, ma in dieci modalità, nei due sensi, cinque velocità per ciascuno e tre autopiloti. La particolarità sono i pulsanti, che leggono quanto forte premi e traducono la pressione in velocità, così acceleri senza cambiare presa. Anche qui c'è l'app, con controllo a distanza e video. Il Thruster porta la pressione lungo l'asse, l'Orbit tutto intorno.

Pow, Ghost e Voy: quando non c'è corrente di mezzo

Il Pow ha una valvola sul fianco: tieni il dito sul foro e dentro si forma il vuoto, il silicone tira e la presa si stringe; sollevi il dito e la sensazione torna morbida. Non ci sono livelli, la scala è continua e la decide la mano che regge il guscio. Guscio rigido in ABS, profondità utile 17,3 cm, canale da 2,7 a 5 cm, manicotto in silicone CleanTech che si sfila per il lavaggio.

Il Ghost fa l'opposto: niente guscio, solo un manicotto aperto alle due estremità, 10 x 4 cm per 68 grammi. Da una parte puntini morbidi, dall'altra scanalature marcate, e per cambiare lo rivolti come un guanto. Aperto in fondo non crea vuoto, quindi la pressione la dosi tu lungo tutta la corsa. C'è poi il Combo Pack da nove manicotti con espositore, tre per colore.

Il terzo manuale non si prende da solo: è il Voy, dentro il set Double the Fun insieme al We-Vibe Sync 2. Misura 8,5 x 11,5 cm, è passante e comprime il canale interno su otto gradi di tenuta, regolabili anche a sessione avviata. Il Sync 2 è un'altra cosa: si indossa durante il rapporto, lavora su clitoride e parete anteriore della vagina, 10 modalità in 10 velocità, telecomando incluso.

Perk: l'unico che non si impugna

Conviene dirlo subito: il Perk non è un masturbatore, è un plug prostatico a due bracci, e nel catalogo Arcwave sta da solo. Il braccio interno, arrotondato, appoggia contro la prostata; quello esterno è rigato e resta sul perineo, fra i testicoli e l'ano. I motori sono due, uno per braccio, e portano la sigla We-Vibe Power perché i due marchi stanno nella stessa famiglia.

In sede si regge da solo: mani libere, e lo si tiene addosso anche durante il rapporto. Il telecomando porta dieci programmi su dieci gradini; i tasti sul plug ne fanno sei con quattro, e bastano quando il telecomando è finito sotto il cuscino. C'è anche l'app, che fa seguire la vibrazione ai video. È impermeabile, e per l'inserimento vale la regola di sempre: lubrificante a base d'acqua e nessuna fretta.

Lubrificante e pulizia

Le parti a contatto sono in silicone, quindi il lubrificante deve essere a base d'acqua: quelli al silicone e gli oli aggrediscono la superficie e da lì non si torna indietro. Sulla quantità non conviene risparmiare. Sullo Ion 2, senza, la camera non si chiude e l'aria si disperde; sul Thruster e sull'Orbit il motore lavora contro l'attrito; sul Ghost va messo dentro e fuori.

Per il lavaggio bastano acqua tiepida e sapone neutro, o un detergente per giocattoli. Sul Thruster, sull'Orbit e sul Pow il manicotto esce dal guscio e si lava a parte, e sul Thruster l'aggancio Quick-Release lo libera in un gesto. Il Ghost si lava rivoltato, e così non resta un angolo chiuso. Sullo Ion 2 basta ruotare la parte alta. Sul Perk insisti fra le scanalature del braccio esterno, e dopo un uso anale il lavaggio non è facoltativo.

Asciugatura, ricambi e ricarica

L'umidità chiusa dentro un manicotto è la ragione per cui il silicone diventa appiccicoso e prende odore, quindi qui l'asciugatura conta. Lo Ion ha la sua stazione: un'asta che entra nel canale e un cuscinetto assorbente infilato sopra, così l'acqua passa dal silicone al cuscinetto, a freddo. Il cuscinetto si consuma, e il segnale che è saturo è il manicotto ancora bagnato la mattina dopo.

I ricambi sono due e non sono la stessa cosa. Il 3x DryTech Pack contiene tre cuscinetti, ed è quello che serve quasi sempre. Il DryTech Stick + Pack comprende anche l'asta, da prendere quando l'originale si rompe, si perde o si opacizza fra sapone e calcare. Il Ghost non chiede niente: si infila sul cilindro della confezione e asciuga dritto.

Ricarica: Ion 2, Zing e Perk hanno il cavo USB, Thruster e Orbit il cavo USB-C; Pow, Ghost e Voy restano senza batterie. Prima di rimettere un pezzo in carica asciuga i contatti, perché bagnati la ricarica può non partire.

Frequently asked questions about Arcwave

Da quale modello Arcwave conviene cominciare?

Dipende da cosa cerchi. Se vuoi provare la cosa che Arcwave sa fare e gli altri no, è lo Ion 2: aria pulsante sul frenulo, niente vibrazione. Se preferisci restare su qualcosa di familiare, lo Zing è un masturbatore vibrante che si comanda dai tasti, con l'anello per regolare la stretta e la custodia inclusa. Se non vuoi batterie fra i piedi, il Ghost è il più semplice di tutti e il Pow aggiunge il vuoto, che regoli con un dito.

L'aria pulsante si sente davvero diversa dalla vibrazione?

Sì, ed è il motivo per cui lo Ion 2 sta a parte nel catalogo. Un motore che vibra scuote la superficie; qui invece una membrana fa salire e scendere la pressione dentro una camera chiusa, e la pelle viene spinta e richiamata senza sfregamento. La sensazione arriva più in profondità pur restando concentrata in un punto solo. Serve però che l'apertura appoggi bene e che il lubrificante a base d'acqua sia abbondante, altrimenti la camera non tiene.

Thruster o Orbit, quale prendo?

Cambia la direzione del movimento. Il Thruster fa scorrere il manicotto su e giù, fino a 200 spinte al minuto, e ci somma la rotazione fino a 150 giri, con i due meccanismi regolabili separatamente. L'Orbit invece ruota soltanto, in senso orario e antiorario, cinque velocità per parte, e i suoi pulsanti accelerano a seconda di quanto forte premi. Detto in breve: il Thruster rifà la mano che scorre, l'Orbit lavora tutto intorno.

Il Perk è un masturbatore?

No, ed è l'eccezione del catalogo. È un plug prostatico a due bracci: uno entra e appoggia sulla prostata, l'altro resta fuori sul perineo, e ciascuno ha il suo motore. Si indossa invece di impugnarlo, quindi lavora anche a mani libere o durante il rapporto. Il telecomando in confezione porta dieci programmi su dieci gradini, i tasti sul corpo ne fanno sei con quattro, e c'è anche l'app. Per l'inserimento, lubrificante a base d'acqua e calma.

A cosa servono i DryTech?

Sono i cuscinetti assorbenti della stazione di asciugatura Arcwave, quella dello Ion. Dopo il lavaggio l'acqua resta sul fondo del canale, dove il panno non arriva: appoggiando il giocattolo sull'asta della base, il cuscinetto la richiama senza calore e senza smontaggi. È materiale di consumo. Il 3x DryTech Pack ne contiene tre; il DryTech Stick + Pack comprende anche l'asta, e serve quando quella originale si è rotta o rovinata.

Che lubrificante ci va e come si lavano?

Solo a base d'acqua: il silicone dei manicotti non tollera i lubrificanti al silicone né gli oli. Va messo anche dentro il canale e non solo sull'imbocco, e rinnovato appena la scorrevolezza cala. Per il lavaggio bastano acqua tiepida e sapone neutro. Sul Thruster, sull'Orbit e sul Pow il manicotto si sfila dal guscio; il Ghost si rivolta; lo Ion 2 si apre girando la testa. Poi va asciugato anche dentro prima di richiudere.

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