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"Fammi il piacere": il film sull'invenzione del Womanizer
Il 3 settembre è uscita nelle sale italiane "Fammi il piacere", commedia francese di Reem Kherici con Alexandra Lamy e François Cluzet. La trama, in una riga: dopo vent'anni di matrimonio Fanny confessa al marito di non aver mai avuto un orgasmo, e lui, che fa l'ingegnere, decide di costruirle qualcosa. Il film è liberamente ispirato alla nascita del Womanizer, che al banco è il tipo di oggetto che le clienti chiedono indicandolo con il dito, senza dirne il nome. Vale la pena raccontare com'è andata davvero, perché la storia vera è diversa dal film ed è più interessante.
Cosa racconta il film
"Pour le plaisir", questo il titolo originale, è arrivato nei cinema francesi il 6 maggio 2026 e in Italia il 3 settembre, distribuito da Eagle Pictures. Dura 90 minuti. Alexandra Lamy è Fanny, François Cluzet il marito, e nel cast ci sono anche Reem Kherici (che dirige e recita), Kyan Khojandi e François-Xavier Demaison.
Il punto di partenza è una confessione tardiva: a cinquant'anni Fanny scopre di non aver mai provato piacere nei rapporti. Il marito non la prende come un'accusa e si mette al lavoro: nel film il primo prototipo nasce da una vecchia pompa per acquario, che invece di ossigenare i pesci spinge aria a impulsi. La critica francese lo ha accolto con voti medi, il pubblico un po' meglio, e in Francia ha portato in sala circa 720.000 spettatori. È una commedia, non un documentario: i personaggi sono francesi, l'ambientazione è francese, i dialoghi sono scritti per far ridere.
La storia vera è tedesca, e comincia da uno studio
Il Womanizer non nasce in Francia ma in Baviera, e non da una coppia di attori ma da Michael Lenke, imprenditore e inventore tedesco. A colpirlo fu un dato: una ricerca secondo cui circa metà delle donne ha difficoltà a raggiungere l'orgasmo. Da lì è partito un lavoro durato circa due anni, con la moglie Brigitte nel ruolo che nel film tocca a Fanny: provare i prototipi e dire cosa funzionava e cosa no, aggiustando pressione e ritmo finché non ci siamo.
Il primo modello, il W100, è arrivato sul mercato nel 2014. Oggi il marchio fa parte del gruppo Lovehoney ed è uno dei nomi più conosciuti del settore. Il nome, per inciso, ha sempre fatto discutere: in inglese "womanizer" vuol dire donnaiolo, cioè esattamente il contrario di quello che l'oggetto rappresenta.
Il film prende questa storia e la sposta: la nazionalità, i nomi, l'età dei protagonisti, il tono. Chi esce dalla sala convinto di aver visto la biografia dei Lenke ha visto un'altra cosa.
Come funziona davvero la tecnologia ad aria
Qui il film semplifica, ma l'idea di fondo è giusta. La tecnologia si chiama Pleasure Air e non è una vibrazione: una testina cava si appoggia intorno al clitoride senza toccarne la punta, e dentro una membrana alterna pressione e depressione. In pratica un piccolo foro si apre e si chiude a una velocità che il produttore paragona al battito d'ali di un colibrì.
La differenza pratica la si capisce provando. Un vibratore trasmette movimento appoggiandosi alla pelle, e su sessioni lunghe produce calore, sfregamento e a volte quella sensazione di intorpidimento che fa smettere. Con l'aria pulsata il contatto diretto non c'è: il clitoride, che ha oltre 8.000 terminazioni nervose concentrate in pochi millimetri, viene sollecitato senza essere schiacciato. Per questo molte persone lo tollerano meglio e più a lungo.
Due cose che al banco spieghiamo sempre, e che nel film non ci sono:
- La misura della testina decide tutto. Deve appoggiarsi sulla pelle tutto intorno e fare tenuta, senza comprimere. Se è troppo stretta schiaccia, se è troppo larga l'aria sfugge e non succede niente. I modelli con testine intercambiabili esistono apposta.
- Serve pochissimo lubrificante. Una goccia a base d'acqua sul bordo migliora la tenuta e cambia la resa. Non è un dettaglio estetico: è la differenza fra "non funziona" e "funziona".
Nel nostro reparto succhia clitoride questi modelli stanno fra i 65 e i 285 euro circa, con la fascia più richiesta intorno ai 70. Chi vuole una cosa sola e semplice parte dai modelli base; chi cerca anche la stimolazione interna guarda quelli che uniscono aria e braccio vibrante, che stanno anche fra i vibratori.
Il dato dietro la battuta
La commedia gioca sull'imbarazzo, ma il tema è serio e i numeri esistono. Si stima che circa una donna su dieci non raggiunga mai l'orgasmo, e molte altre lo raggiungano raramente durante la penetrazione: da qui l'espressione "orgasm gap", il divario fra uomini e donne nella frequenza con cui si arriva al piacere. La ragione anatomica è nota da decenni: la maggior parte degli orgasmi femminili passa dalla stimolazione del clitoride, diretta o indiretta, e la sola penetrazione spesso non basta.
Detto questo, un giocattolo non è una terapia. Se il problema è comparso dopo un parto, un intervento o una terapia farmacologica, o se c'è dolore, la strada è parlarne con la ginecologa, con un sessuologo o con un fisioterapista del pavimento pelvico. Se invece non c'è nulla che non va e semplicemente nessuno ha mai cercato la strada giusta, allora si tratta di provare: da soli prima, in coppia poi.
Cosa ci chiedono al banco dopo un film così
Succede a ogni film o serie che tocchi l'argomento: per qualche settimana arriva gente che prima non sarebbe entrata. Le domande sono sempre le stesse tre.
La prima è se fa rumore. Fa un soffio ritmico, diverso dal ronzio di un motore, e in genere si sente meno. Sale quando la testina non fa tenuta, perché la pompa lavora a vuoto.
La seconda è se va bene per cominciare. Sì, ed è uno dei formati più semplici: si appoggia e lavora da solo, senza tecnica. Se è il primo acquisto in assoluto, la nostra guida su come scegliere il primo sex toy mette in fila le domande da farsi prima.
La terza è se si può usare in due. Sì, e spesso è il modo migliore di presentarlo: non sostituisce niente, si aggiunge. Su questo abbiamo scritto una guida dedicata ai sex toys per coppie, e in negozio il reparto coppia raccoglie quello che si usa in due.
Domande frequenti
"Fammi il piacere" è una storia vera?
È liberamente ispirata alla nascita del Womanizer, non è una biografia. L'invenzione vera è tedesca ed è di Michael Lenke, che ha lavorato ai prototipi con la moglie Brigitte per circa due anni, fino al lancio del primo modello nel 2014. Il film sposta tutto in Francia e cambia nomi, età e circostanze per ragioni di racconto.
Un succhia clitoride è come un vibratore?
No, e la differenza si sente. Il vibratore trasmette vibrazione per contatto, il succhia clitoride lavora con onde di pressione senza toccare la punta del clitoride. Chi trova i vibratori troppo insistenti spesso si trova meglio con l'aria. Le differenze in dettaglio sono nella guida su vibratore rabbit o succhia clitoride.
Serve il lubrificante?
Basta pochissimo, a base d'acqua, sul bordo della testina: migliora la tenuta e la resa. Con i giocattoli in silicone si evita il lubrificante al silicone, che rovina la superficie.
Come si pulisce?
Si stacca la testina, si lava con acqua tiepida e sapone neutro o con un toy cleaner, si asciuga bene prima di riporlo. Il corpo dell'apparecchio va passato con un panno umido: non si immerge, a meno che la scheda non dichiari che è impermeabile. Il metodo per ogni materiale è nella guida su come pulire i sex toys.
In breve
Se il film ti ha incuriosito e vuoi provare: parti da un modello semplice, controlla che la testina sia della misura giusta (e che ce ne sia una di ricambio), tieni a portata di mano un lubrificante a base d'acqua e comincia dall'intensità più bassa. Se cerchi qualcosa per la coppia, guarda i modelli che uniscono aria e vibrazione. E se c'è dolore o il problema dura da anni, prima di comprare qualsiasi cosa vale la pena parlarne con una specialista: il resto viene dopo.