· Estasy

10 falsi miti sui sex toys a cui credono ancora in tanti

Castello di carte bianche crollato per metà su seta color cipria, con una biglia di vetro color prugna fra le carte cadute.

"Me l'ha detto un'amica: se lo usi troppo, poi non senti più niente." Al banco frasi così arrivano ogni settimana, e quasi tutte cominciano con "ho letto che" o "mi hanno detto che". I falsi miti sui sex toys resistono perché di questi oggetti si parla poco e a bassa voce, mentre la ricerca li studia da anni con campioni di migliaia di persone. La risposta breve: non rovinano la sensibilità, non sostituiscono nessuno, non sono roba da single e nemmeno roba da donne soltanto. Qui sotto dieci credenze, ognuna con lo studio che la smonta e, quando c'è, con la parte di verità che contiene.

1. "I vibratori rovinano la sensibilità"

Lo studio di riferimento è del 2009: Debby Herbenick e i colleghi dell'Indiana University hanno intervistato 2.056 donne fra i 18 e i 60 anni, un campione rappresentativo della popolazione degli Stati Uniti, e hanno pubblicato i risultati sul Journal of Sexual Medicine. Il 52,5% aveva usato un vibratore almeno una volta. Il 71,5% non aveva mai avuto alcun sintomo genitale legato all'uso, e gli autori concludono che gli effetti collaterali sono rari.

La parte di verità: dopo molti minuti alla massima intensità, sempre sullo stesso punto, la zona può intorpidirsi. Passa da sola in poco tempo, come il formicolio di una mano dopo aver usato un trapano. Si evita partendo dal livello più basso, spostando il toy e facendo delle pause. Se invece la sensibilità cala in modo persistente, con o senza vibratore, è una cosa da raccontare alla ginecologa o al medico, non al cassetto del comodino.

2. "Chi li usa ha qualche problema a letto"

Gli stessi dati dicono il contrario. Le donne che avevano usato un vibratore di recente avevano punteggi più alti nel questionario clinico sulla funzione sessuale (desiderio, eccitazione, lubrificazione, orgasmo, assenza di dolore), ed erano più propense ad aver fatto una visita ginecologica nell'ultimo anno. Nello studio gemello sugli uomini, firmato da Michael Reece e pubblicato nello stesso numero della rivista, chi usava vibratori aveva punteggi migliori in quattro dei cinque ambiti dell'indice sulla funzione erettile.

Attenzione a non ribaltare il mito: sono fotografie scattate in un solo momento, quindi dicono che le due cose vanno insieme, non che il vibratore "migliora" la vita sessuale. Bastano però a smentire l'idea che un sex toy sia la stampella di chi ha qualcosa che non va.

3. "Sono roba da single"

Nel 2010 lo stesso gruppo ha guardato dentro le coppie. Sul Journal of Sex and Marital Therapy, Herbenick e colleghi scrivono che l'uso del vibratore insieme al partner è comune fra le donne eterosessuali, lesbiche e bisessuali. Dal lato maschile i numeri sono ancora più netti: il 43,8% degli uomini eterosessuali ne aveva usato uno, circa il 94% di loro durante i giochi con la partner e l'82% durante il rapporto.

È quello che vediamo in negozio: una buona parte degli acquisti è fatta in due, e chi entra da solo spesso compra per la coppia. Se l'idea ti incuriosisce ma non sai come proporla, parti dalla guida ai sex toys per coppie e dalla collezione dedicata alla coppia.

4. "Prima o poi sostituiscono il partner"

È la paura che sentiamo più spesso dagli uomini, di solito detta ridendo. Lo studio del 2010 contiene un dato che la ridimensiona: fra le donne eterosessuali, sapere che il partner è al corrente del vibratore e lo vede di buon occhio era associato a una maggiore soddisfazione sessuale. Il toy non entra in concorrenza con la relazione; quello che pesa è se se ne può parlare.

Un vibratore fa una cosa sola, e la fa bene: produce una stimolazione costante che una mano non può tenere per venti minuti. Non bacia, non abbraccia, non ride. Chi lo vive come un rivale di solito lo ha trovato per caso in un cassetto: il problema, in quel caso, è il silenzio.

5. "Sono cose da donne"

Nello studio di Reece del 2009 il 44,8% degli uomini americani aveva usato un vibratore almeno una volta nella vita, da solo o in coppia. Fra gli uomini gay e bisessuali i numeri salgono: in un'indagine su 25.294 persone pubblicata su Archives of Sexual Behavior nel 2012, il 78,5% aveva usato almeno un tipo di sex toy, con dildo, anelli e vibratori ai primi posti.

Il catalogo racconta la stessa storia: nei sex toys per uomo ci sono oggi oltre duecento articoli fra masturbatori, anelli, massaggiatori prostatici e pompe. Se sei al primo acquisto, la guida al primo sex toy ha una sezione per lui.

6. "Più grande è, meglio è"

Nel 2015 David Veale e colleghi del King's College di Londra hanno messo insieme su BJU International le misurazioni fatte da personale sanitario su oltre 15.000 uomini. Lunghezza media in erezione: 13,12 cm. Circonferenza media in erezione: 11,66 cm, cioè un diametro di circa 3,7 cm (le misure in erezione vengono da gruppi più piccoli, qualche centinaio di uomini, ma sono le più affidabili che abbiamo).

Ora guarda le misure di un dildo qualsiasi. Nei nostri falli realistici la fascia più affollata è quella fra 15 e 20 cm, con diametri fra 4 e 5 cm: già sopra la media reale. Chi sceglie a occhio, o sulla base di quello che ha visto in un video, compra quasi sempre troppo grande, e un toy troppo grande finisce in fondo all'armadio. Il criterio che conta è il diametro, e lo spieghiamo nella guida su come scegliere un dildo realistico.

7. "Il lubrificante serve solo se c'è un problema"

Nel 2011 il gruppo dell'Indiana University ha seguito 2.453 donne per cinque settimane con un diario quotidiano, assegnando a ciascuna uno fra sei lubrificanti a base d'acqua o di silicone (Journal of Sexual Medicine). Risultato: con il lubrificante i punteggi di piacere e soddisfazione erano più alti, sia da sole sia nel rapporto, e i sintomi genitali erano rari. Quelli a base d'acqua ne davano meno di quelli al silicone.

Il lubrificante, quindi, non è una medicina per chi "non funziona". Con i sex toys è quasi obbligatorio, perché silicone e ABS non si lubrificano da soli. Quale prendere lo trovi nella guida quale lubrificante scegliere; nel dubbio, un lubrificante a base acquosa va d'accordo con tutti i materiali.

8. "Se è in vendita, vuol dire che è sicuro"

Magari. In Europa non esiste una legge scritta apposta per i sex toys: non sono dispositivi medici e rientrano nelle regole generali sulla sicurezza dei prodotti. Due paletti però ci sono. Dal 7 luglio 2020 il regolamento europeo 2018/2005 vieta la vendita di articoli con materiale plastificato che contenga quattro ftalati (DEHP, DBP, BBP, DIBP) in concentrazione pari o superiore allo 0,1% in peso. E dal 2021 esiste la norma ISO 3533, dedicata proprio alla sicurezza dei sex toys. È una norma tecnica, non una legge: il produttore decide se adottarla.

Tradotto: il marchio CE sul caricatore non dice nulla del materiale che va a contatto con le mucose. Conviene guardare se la scheda dichiara il materiale (silicone, ABS, vetro, acciaio), diffidare degli odori chimici forti e dei prezzi impossibili. Ne parliamo nella guida ai materiali dei sex toys e in quella sui sex toy economici fatti bene.

9. "Basta una sciacquata e lo può usare chiunque"

Nel 2014 un piccolo studio pubblicato su Sexually Transmitted Infections (Anderson e colleghi) ha fatto usare due vibratori a dodici donne, nove delle quali positive al papillomavirus. Sul vibratore in elastomero termoplastico, un materiale poroso, il DNA del virus era presente nell'89% dei casi subito dopo l'uso, nel 56% dopo la pulizia con un detergente in commercio e ancora in due campioni su cinque dopo 24 ore. Su quello in silicone: 67%, 44% e nessuno dopo 24 ore.

Il campione è minuscolo, e trovare il DNA di un virus non equivale a dimostrare un contagio. La direzione però è chiara: un toy condiviso si comporta come un rapporto non protetto. Materiale non poroso, lavaggio vero e non una sciacquata (la procedura è nella guida su come pulire i sex toys) e, fra partner diversi, un preservativo sul toy, da cambiare a ogni passaggio.

10. "Il vibratore è nato per curare l'isteria"

È l'aneddoto preferito delle cene: i medici dell'Ottocento che, stanchi di massaggiare a mano le pazienti "isteriche", inventano il vibratore. Viene da un libro del 1999, "The Technology of Orgasm" della storica Rachel Maines. Nel 2018 Hallie Lieberman ed Eric Schatzberg, del Georgia Institute of Technology, hanno ricontrollato le fonti del libro e hanno scritto sul Journal of Positive Sexuality di non aver trovato prove a sostegno della tesi. L'inventore del primo vibratore elettromeccanico, il medico inglese Joseph Mortimer Granville, nel 1883 lo proponeva per nevralgie e disturbi nervosi, e negò di averlo mai usato per quello scopo. La stessa Maines ha poi precisato che la sua era un'ipotesi.

Morale: anche i miti simpatici vanno controllati.

Perché i falsi miti sui sex toys durano così tanto

Per tre ragioni. La prima è che se ne parla poco: un'informazione sbagliata detta sottovoce non incontra mai qualcuno che la corregga. La seconda è la pornografia, che ha fissato nell'immaginario misure e modi d'uso lontani dalla realtà. La terza è una parte del commercio, che per anni ha venduto promesse (dimensioni, prestazioni, miracoli) invece di spiegare. Noi abbiamo scelto l'altra strada: dire cosa un oggetto fa, cosa non fa e quando non serve comprarlo.

Domande frequenti

Usare spesso un vibratore crea dipendenza?

Non esiste una dipendenza fisica da vibratore, e gli studi su campioni rappresentativi descrivono effetti collaterali rari. Può crearsi un'abitudine a un solo tipo di stimolazione: basta variare intensità, posizione e ogni tanto farne a meno. Se l'uso diventa compulsivo o toglie spazio al resto della vita, vale la pena parlarne con uno specialista.

I sex toys hanno senso anche dopo i 60 anni?

Sì. Nello studio di Stacy Lindau sul New England Journal of Medicine (2007, 3.005 americani fra 57 e 85 anni) era sessualmente attivo il 73% delle persone fra 57 e 64 anni e il 53% fra 65 e 74. Fra le donne attive il 39% segnalava difficoltà di lubrificazione: un lubrificante e un vibratore esterno delicato sono spesso l'aiuto più semplice.

Come capisco se un sex toy è fatto con materiali sicuri?

La scheda deve dichiarare il materiale. Silicone, ABS, vetro e acciaio non sono porosi e si lavano davvero. TPE e TPR sono morbidi ed economici ma porosi: richiedono più cura e il preservativo se si condividono. Odore chimico forte e superficie unta sono due buoni motivi per lasciar perdere.

Devo dire al partner che uso un vibratore?

Nessun obbligo, ma i dati suggeriscono che conviene: nelle coppie eterosessuali studiate nel 2010, la soddisfazione era più alta quando il partner sapeva e approvava. Il modo più semplice è proporlo come una cosa da provare insieme, non come una confessione.

In breve

Parti dal livello più basso e muovi il toy: la sensibilità non si rovina. Usa sempre il lubrificante, scegli materiali dichiarati e non porosi, metti il preservativo sui toy condivisi. Scegli le misure con il metro e non con l'occhio. E se in casa c'è un vibratore, parlane: i toy che creano problemi sono quelli tenuti nascosti.